• LAGUNA

    La Laguna di Grado.

Laguna di Grado

La laguna è la magica cornice naturale in cui Grado è nata e forse ne rappresenta la più veritiera essenza, un “microcosmo” che invita ad un “lento vagabondare senza meta”, come indica lo scrittore Claudio Magris.

Un  dedalo di canali e rii, una miriade di isolotti rigogliosi di vegetazione e di affioramenti continuamente cangianti come i suoi colori: in mezzo ad essi le tracce di un passato, a volte glorioso, a volte di miseria e incertezza, ma sempre rispettoso e grato.

La vita nella laguna ha lasciato le sue tracce nelle abitazioni tipiche, i casoni, ancora presenti su alcuni isolotti. L’intero nucleo famigliare era coinvolto nell’organizzazione e nei ritmi delle giornate in laguna. La necessità della posa delle reti, di giorno e di notte, impegnava sia l’uomo che la donna: la donna aveva il compito di governare la barca. Spesso anche il neonato accompagnava, se possiamo dire così, i genitori durante la pesca, sistemato in un’apposita cassetta.

La pesca non si fermava neanche d’inverno, quando l’acqua era molto fredda e talvolta addirittura ghiacciata. In tal caso bisognava usare i mezzi guanti, le manese, oltre agli stivaloni di gomma dalla pianta molto larga per non affondare nel fango. Quando non si riusciva a pescare c’erano le arte (tipo di rete) da riparare e mille altre cose a cui pensare.

Grado per secoli ha basato la sua esistenza proprio sulla pesca e il commercio, quasi un baratto, con le terra ferma, con i furlani, vicini di casa sempre guardati con distacco dagli isolani, dal carattere fiero ed orgoglioso.

Il campanile dell’Isola di Barbana è un punto di riferimento nella laguna. Accanto ad esso sorge il Santuario Mariano, eretto nel 582. Verso il Mille arrivarono i Benedettini che lasciarono il Santuario ai Francescani nel 1500.


La Chiesa fu ricostruita numerose volte nel corso dei secoli e attualmente è in stile romanico con influssi barocchi.  Il santuario, nella attuale forma neoromanica con facciata a capanna e tre navate all’interno, è stato edificato nel 1924. La statua della Madonna in legno dipinto risale alla fine del secolo XV e appartiene alla scuola friulana.

Numerosi gli ex voto dei marinai, che attribuiscono alla Madonna di Barbana miracolosi salvataggi, ma ci sono anche quelli fatti dai paesini del Friuli salvati dalla peste. La prima domenica di luglio si celebra. Al perdon de Barbana, una processione di barche che si svolge ogni anno dal 1237, a ricordo di un voto fatto per scongiurare la peste.

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